A colloquio con il Prof. Giovanni Addolorato (Dipartimento Scienze Mediche e Chirurgiche Università Cattolica, UOC Medicina Interna e Patologie Alcol correlate, Pol. Gemelli IRCCS) sull’esperienza di CEMAD Gemelli sui pazienti con patologie, assuefazione e problematiche correlate all’abuso di alcol. L’intervista integrale è sul nostro canale YouTube e ve ne proponiamo qui la sintesi.
“Nel corso degli anni, abbiamo cercato di assicurare l’accesso alle cure primarie a persone che normalmente non hanno questo tipo di accesso e che vanno in pronto soccorso, dove ovviamente impattano con l’iper-afflusso del pronto soccorso e alla fine vanno via senza essere visitati.
Nel corso degli anni – con un progetto iniziato dal nostro preside professor Antonio Gasbarrini e da me in collaborazione con l’Elemosineria del Vaticano, con la Comunità di Sant’Egidio e con la Caritas – abbiamo creato un percorso che fa sì che questi pazienti possano essere gestiti. All’inizio abbiamo dato un giorno specifico ai pazienti senza fissa dimora, le persone più fragili o in estrema povertà. Poi ci siamo resi conto – prosegue il Prof. Addolorato – che dedicare un giorno poteva essere qualcosa di esclusivo. Al contrario, l’idea era quella di essere inclusivi, per cui i pazienti in estrema povertà o senza fissa dimora, vengono visti in tutti i giorni in cui c’è l’ambulatorio. Questi pazienti, oltre a esser stati gestiti per la loro dipendenza da alcol, sono stati anche, in una percentuale molto elevata, reintegrati (…)
Abbiamo pubblicato i dati in termini sia di efficacia, cioè riduzione dell’intake alcolico e mantenimento dell’astinenza sia in termini di reintegrazione sociale sulla rivista “Alcohol and Alcoholism“che è la rivista organo ufficiale di European Society for Biomedical Research on Alcoholism, il nostro organismo scientifico europeo.
D “Un dato molto inquietante: sempre più giovani vengono al Gemelli per ricorrere alle cure, possiamo fare una sintesi della vostra esperienza?”
Addolorato “Purtroppo nel corso degli anni abbiamo mutuato un’abitudine, un fenomeno che viene definito binge drinking dai paesi del Nord Europa. Qui bisogna fare una premessa: normalmente l’uso di bevande alcoliche praticato nei paesi del Mediterraneo consisteva di moderate quantità di vino ai pasti (…) Nei paesi del Nord Europa invece l’uso era diverso, sotto forma di ‘binge drinking’, cioè si beveva fuori pasto a scopo psicotropo, non per sentire il sapore, ma per avere l’effetto o per diciamo favorire l’aspetto socializzante.”
“Purtroppo, sottolinea il Prof. Addolorato questa distinzione con le nuove generazioni è completamente scomparsa. La modalità di bere dei nostri ragazzi è non bere dal lunedì al venerdì perché si sono resi conto che l’alcol è un composto ad alto impatto calorico e quindi non vogliono ingrassare e il fine settimana invece abusare di bevande alcoliche.
Nei paesi nordeuropei il Binge drinking si attesta intorno al 30% del campione giovanile, ma in Italia li abbiamo completamente superati. In un’indagine fatta in questa università, indagine che ha coinvolto diversi licei romani, la percentuale del binge drinking si è attestata al 60%. E, nel corso degli anni, abbiamo visto ridursi progressivamente l’età delle persone che si riferiscono al nostro centro perché arrivano al pronto soccorso in stato di intossicazione durante il fine settimana.
Il problema è il danno: negli adulti il danno alcol correlato riguarda tutti gli organi apparati, è praticamente molto democratico sia in acuto che in cronico. Negli adolescenti, oltre a riguardare tutti gli organi apparati, il danno è prevalentemente a livello della maturità, cioè dello sviluppo cerebrale (…) I dati sperimentali ci fanno capire che il binge drinking blocca questo passaggio di maturazione, per cui il cervello di questi adolescenti rimarrà un cervello istintivo, emotivo e questo si ripercuoterà poi sul loro futuro lavorativo, sociale, familiare…”
L’intervista completa è disponibile sul nostro canale YouTube a questo link.
Ogni informazione sull’Ambulatorio di Alcologia, o Alcohol Use Disorder (AUD) è disponibile sul nostro sito CEMAD



