Di alimenti ultraprocessati (UPF) e dei possibili danni per la nostra salute, causati da un consumo sempre più frequente e in quantità crescenti, si parla sempre più spesso. RAI 1, nella sua rubrica SETTEGIORNI, ha offerto una utile occasione per fare il punto sul tema, ospitando il Prof. Antonio Gasbarrini (Direttore Scientifico della Fondazione Gemelli IRCCS) per un’analisi delle problematiche che sempre più spesso il “cibo spazzatura” favorisce. L’intervista è condotta dalla giornalista Susanna Petruni e ve la proponiamo nella sua versione integrale.
Susanna Petruni “Buongiorno professore, allora quali sono i cibi più pericolosi per la nostra salute, quelli da evitare?”
Antonio Gasbarrini “Come è stato ben detto nel servizio, gli alimenti considerati non naturali.
Ricordiamoci sempre che l’homo sapiens si è strutturato su quello che c’era in natura, quindi il nostro esofago, il nostro stomaco, il nostro intestino, fegato e pancreas sono strutturati sugli alimenti tra virgolette naturali, come la frutta, la verdura, gli ortaggi, i cereali, i legumi, la carne, il pesce, l’acqua, gli alimenti che sono presenti in natura.
Tutto quello che è stato in qualche modo cambiato nel corso degli anni, ultra-processato, come si dice ora, ultra-formulato, è qualcosa di non naturale.
È chiaro che in determinate epoche storiche, pensate nel dopoguerra, quando non c’era il cibo, è stata una modalità per dar da mangiare a tante persone a basso prezzo, ma ora siamo impazziti.
Calcolate che in UK (Gran Bretagna ndr) in questo momento i ragazzini under 15 prendono oltre il 60% delle calorie totali da alimenti ultraprocessati.
Vuol dire che l’alimento naturale sta scomparendo dall’alimentazione delle nuove generazioni, con conseguenze inimmaginabili nelle incidenza di malattie.”
Petruni “Ma a parte il consumo saltuario, quando dobbiamo preoccuparci e cominciare a capire che stiamo esagerando, cioè quand’è che è troppo?”
Gasbarrini “Come lei ha detto bene, il consumo saltuario non è un problema. Cioè, io faccio sempre, perdonatemi, il paragone delle macchine che noi abbiamo.
Noi abbiamo tutti noi delle macchine che se guardate i contachilometri fanno i 200 all’ora, ma noi non dobbiamo fare 200, abbiamo dei limiti ben stabiliti. Poi occasionalmente può capitare, ma è una cosa che deve essere occasionale, il dramma è che alimenti ultraprocessati sono diventati la maggior parte dell’alimentazione degli italiani. Ma perché?
Perché corriamo, abbiamo fretta e poi c’è un problema vero, economico, perché a volte costano meno degli alimenti naturali.
Guardate che a volte, se voi entrate in un supermercato, alcune merendine costano meno di una mela.
Siamo arrivati a un paradosso assoluto, dove l’alimentazione ultraprocessata non solo fa male, ma costa anche meno dell’alimentazione naturale.”
Petruni “E quali danni ha provocato sulla salute degli italiani il cibo ultraprocessato? Cosa rischiamo continuando su questa strada?
Gasbarrini “È la cosiddetta Western Diet. Queste diete, che sono ricche di ultraprocessati, di grassi saturi, di zuccheri, cosa hanno determinato?
Un’esplosione, un’esplosione vera, di malattie legate al metabolismo, la cosiddetta meta infiammazione. Alcuni concetti: l’insulino resistenza che è la porta del diabete, tutte le malattie cardio cerebrovascolari, le malattie neuro degenerative, Parkinson e Alzheimer, tutti i tumori.
Guardate che i grandi tumori che sono in esplosione: la prostata, il seno per le donne, il colon retto, sono tutti legati anche a variabili genetiche, ma in buona parte a variabili epigenetiche: l’ambiente. Stiamo correndo tutti quanti come dei pazzi verso delle persone più anziane, perché è chiaro che uno straordinario sistema come il nostro, della salute e l’igiene delle acque, porterà ad avere persone anziane, quasi tutte malate.
Quindi il mio problema qual è? Nei miei ruoli, ora di direttore scientifico, sono un esperto di apparato digerente, sto vedendo nei nostri ospedali delle persone più anziane piene di malattie e io so che la maggioranza di quelle malattie sono prevenibili: come? Con lo stile di vita.
Lo stile di vita si basa in assoluto sulla cosa più importante: quello che noi mangiamo tutti i giorni.
E guardate che si parte da ragazzini, perché lì che bisogna fare la vera educazione.
Petruni “Professore, come se ne esce?”
Gasbarrini “Bisogna avere il coraggio e la voglia di entrare in questa dinamica. L’educazione alimentare deve cominciare nelle scuole. Io che sono nonno e ho una nipotina di tre anni, mi sono trovato alla festa della mia nipotina dove non c’era un alimento adeguato a bambini di tre anni.
Quindi l’educazione va fatta a volte negli insegnanti, va fatta nei genitori, perché i genitori devono sapere cosa dare a quei ragazzi, perché stanno in quel momento favorendo le malattie di quei ragazzi da adulti.
E poi la trasparenza delle etichette, le etichette devono essere trasparenti. Un tarallo a 5 alimenti non è uguale a un tarallo fatto di 25 alimenti.
E poi, infine, bisogna avere il coraggio di disincentivare in qualche modo l’alimentazione che fa male – ultraprocessata – e dall’altra parte incentivare l’alimentazione naturale, perché è chiaro che poi diventa un problema anche economico, perché è vero che io parlo di alimentazione naturale, però bisogna potersela permettere, quindi bisogna aiutare chi fa alimentazione naturale.”
Petruni “Cosa ne pensa del divieto di pubblicità delle merendine che vige in alcuni paesi nelle fasce orarie dedicate ai bambini?”
Gasbarrini “Il problema è che non bisogna neanche diventare proibizionisti. Per me bisogna arrivare – in modo sano – a disincentivare, soprattutto in alcune fasce, quegli alimenti che fanno male. Quindi il problema non è merendine sì, merendine no.
Quali sono gli alimenti che fanno male? Come in qualche modo stare attenti? Se voi entrate a volte in alcuni supermercati ci sono alimenti, che io so perfettamente che non fanno bene alla salute, con dei gadget incredibili per attirare i bambini e i genitori. Alimentazione vuol dire salute, non ne è scollegata. Quando entro nel pronto soccorso del mio ospedale, mi bolle il cervello quando vedo che la maggioranza di quei pazienti potrebbe non esserci se avesse avuto uno stile di vita sano. E lo stile di vita parte da alimentazione e attività fisica, non a 80 anni, a 15 anni. È lì che bisogna battere e agire.”
Petruni “Allora professore, qui le chiedo una risposta un po’ sintetica perché siamo alla fine della nostra chiacchierata. Oltre all’industria alimentare, anche i supermercati hanno un ruolo in tutta questa vicenda?”
Gasbarrini “Gigantesco: entrate in alcuni supermercati italiani. Dove viene messo il fresco e la verdura? viene messo in una piccola area. E il resto del supermercato com’è strutturato?
I supermercati andrebbero verosimilmente ristrutturati per far sì che le persone vengano attirate prima negli alimenti sani e poi negli alimenti che devono esserci, perché non è che possiamo essere proibizionisti, ma non possono rappresentare la maggioranza delle calorie che ognuno di noi ingerisce e che – soprattutto – i bambini ingeriscono.
Quindi il concetto macro della alimentazione ora, e io sono un medico, per me riguarda la salute. È un problema di salute, non bisogna curare le malattie, bisogna prevenirle.”




