La ‘Digital Transformation’ al servizio del Paziente: l’esperienza Gemelli

Diamo ormai per acquisita la presenza dei computer e delle tecnologie digitali nella grande maggioranza delle attività umane. La salute, nella sua organizzazione e gestione, fino a una molteplicità di situazioni concernenti prevenzione, diagnosi e cura, vede un sempre più capillare e qualitativo supporto digitale che, negli ultimi anni, sta vedendo imporsi l’Intelligenza Artificiale (AI).

Di tutto questo abbiamo parlato con il Dott. Giovanni Arcuri (Direttore Tecnico, ICT ed Innovazione Fondazione Gemelli Irccs) che ringraziamo per la disponibilità e l’impegno a guidarci all’interno di una materia non semplice.

D “Quando parliamo di Information Technology di cosa parliamo nell’esperienza Gemelli?”

Arcuri “Al Gemelli abbiamo un sistema informativo che gestisce i ricoveri e l’attività ambulatoriale, che centralizza in maniera elettronica il fascicolo dei nostri pazienti e delle attività sui nostri pazienti. Oggi poi è particolarmente importante tenere sotto controllo la sostenibilità; quindi, i processi economici della salute e quindi questi sistemi sono integrati in maniera pervasiva nel tessuto informativo di un ospedale.”

Questo vuol dire che il sistema informativo ospedaliero oggi colloquia con più di 35 sistemi informativi specialistici che sono quelli che consentono alle Unità Operative di garantire corretti processi di gestione. Si entra in ospedale, si fanno tante, cose ma è ovvio che il processo produttivo della radiologia, ad esempio, ha pochissimo a che fare con quello della sala operatoria, dell’endoscopia, del laboratorio di analisi e della cardiologia.

Questo è il motivo per il quale oggi non solo ci sono moltissimi sistemi informativi ma noi li facciamo lavorare in piena integrazione. Significa che questi sistemi si scambiano continuamente informazioni e questo ci consente di avere dati puntuali sia sul processo di erogazione della salute sia sugli aspetti di natura economica.

D “Qualche esempio pratico?”

Arcuri “Proviamo a fare qualche numero: in ogni momento al Gemelli ci sono almeno 1600 utenti che lavorano contemporaneamente sui sistemi informativi. Questo significa circa dieci accessi ogni secondo. E di conseguenza, ci sono cento scritture sui nostri Data Base ogni secondo. Oltre 100.000 operazioni sui DB ogni ora. Il tutto calcolato h24 per 365 giorni all’anno.

Questo per dare un’idea della mole di dati che vengono usati per gestire l’erogazione delle cure e della sostenibilità economica e del volume di informazioni utili alla ricerca.

D “Sistemi informatici che dialogano con apparecchiature a loro volta sempre più complesse…”

Arcuri “Esattamente.  Oggi le tecnologie sanitarie, che sono usate per trattare i pazienti, sono esse stesse parte del tessuto informativo ospedaliero. Ovvero, qualsiasi apparecchiatura che viene inserita in un contesto clinico ha la capacità di parlare con i sistemi informativi. Se siamo abituati a pensarlo e immaginarlo sulle diagnostiche ‘pesanti’ come TAC e Risonanza Magnetica oggi in realtà questo aspetto riguarda qls apparecchiatura.

I sistemi di monitoraggio, i sistemi infusionali che vengono usati in reparto al letto del paziente, sono tutte apparecchiature che oggi comunicano con i sistemi informativi che di conseguenza forniscono dati sempre più puntuali.”

D “Un argomento delicato da affrontare: la sicurezza dei dati. La prima tutela per ogni paziente. Come è organizzata al Gemelli?”

Arcuri “È chiaro che la sanità oggi è un’industria – nel senso positivo del termine – ed è governata da sistemi informativi. Questo aspetto – unitamente alla delicatezza del dato sanitario, con i suoi aspetti giuridici ed etici – rende le strutture sanitarie un obiettivo molto sensibile dal punto di vista della sicurezza. Questo si traduce in un’architettura interna complessa in termini di dominio e di visibilità e certamente quando i dati sono un patrimonio per la ricerca questo vuol dire avere delle tecniche specifiche per poterli utilizzare in maniera congrua, salvaguardando la privacy dei pazienti e agendo nel modo più corretto ma vuol dire anche oggi preservare questa struttura da attacchi esterni ai sistemi informativi.”

D “Attacchi di cui, negli ultimi anni, si parla spesso…”

Abbiamo visto nel corso degli ultimi due anni un fiorire di attacchi – in alcuni casi gravi – alla sanità. Possiamo citare quello della Regione Lazio e ai suoi sistemi informativi regionali e moltissimi altri ad altre strutture in ogni parte d’Italia con lo scopo di ‘carpire’ dati sanitari – che sappiamo preziosi – oppure di ricattare l’azienda sanitaria perché il blocco ai sistemi informativi, inevitabilmente, produce un blocco delle attività mediche e diagnostiche.”

Il blocco dei sistemi informativi – anche per l’integrazione di cui abbiamo detto, con i processi di natura sanitaria – oggi potrebbe comportare anche rischi per la salute dei pazienti. Citavamo prima le apparecchiature sanitarie che – essendo integrate con i sistemi informativi – diventano anche loro un bersaglio di attacchi alla cyber sicurezza. Con complicazioni specifiche però, ad esempio. Essendo noi un sistema completamente integrato, abbiamo una superficie esterna esposta molto estesa da presiedere con la cyber sicurezza.”

D “Un’attività del Gemelli, di grande rilievo e prestigio, è quella di Ricerca. La Digital Transformation che ruolo gioco in quest’area?”

Arcuri “Oggi la ricerca, sia farmacologica sia clinica e diagnostica, si muove sulla base di un’enorme massa di informazioni che consentono la gestione corretta delle evidenze e dei processi.

Fare ricerca, ad esempio sui farmaci, vuol dire spesso poter accedere a quelli che chiamiamo big data e poter applicare su questi dati anche delle tecniche avanzate. Si parla molto di AI, di data clustering, di applicazioni molteplici che trattano quest’ambito. Dobbiamo precisare che non basta lavorare in quest’ambito con le modalità che abbiamo detto, cioè, raccogliere i dati e correlarli in maniera opportuna, ma in realtà spesso serve un po’ di più. Serve anche memorizzare i dati in modo tale da non perdere informazione.”

Questa parte di ricerca si basa anche sul presupposto che ci sia conoscenza. Un esempio: quello che oggi serve per la pratica clinica, in confronto a quello che memorizzo per la ricerca è un insieme piccolo. Il nostro data ware house che si occupa di collezionare i dati che servono alla clinica oggi è circa 3 volte più piccolo del ‘data lake’ dove finiscono i dati. Un volume impressionante di dati in cui facciamo confluire e correliamo quelle informazioni che sono di tipo non strutturato. Per farlo occorrono tecniche specifiche che sono al servizio della ricerca. Sono quelle che tecnicamente si chiamano tecniche di ETL, ovvero tecniche di Estrazione Trasformazione e Caricamento di questi dati in un data lake.”

D “Sono concetti e termini non molto familiari ai non esperti, può farci ancora una volta qualche esempio?”

Arcuri “Se durante un ricovero o un’attività ambulatoriale, al paziente viene prescritto un esame di laboratorio, il referto che arriva dal laboratorio, che siamo abituati a vedere stampato e consegnato, dal punto di vista clinico rappresenta una risposta assolutamente esaustiva a quello che serve per curarlo. Ma quello che noi facciamo è – ogni notte – andare dentro i sistemi informativi specialistici per estrarre il cosiddetto dato grezzo. Ovviamente con il consenso del paziente interessato.

In pratica: se l’ECG, con qualche forma d’onda e il referto del medico, è sufficiente per trattare il paziente, per la Ricerca è opportuno andare a memorizzare l’intero tracciato in maniera da poterlo utilizzare per estrarre della conoscenza nuova e per questo è inevitabile che ci serva il dato grezzo, archiviato in correlazione ovviamente alla storia clinica e al percorso di quello specifico paziente.”

Ecco il motivo per cui, in generale, memorizzare per questa attività dati sulla ricerca occupa molto più spazio – e più attività – che non fare solo quello che serve alla pratica clinica.”

All’Intelligenza Artificiale e ai suoi molteplici campi applicativi collegati alla nostra salute è specificamente dedicata la seconda parte dell’intervista con il Dott. Giovanni Arcuri che vi proporremo a breve, sempre qui nella nostra, seguitissima, rubrica di News.

 

 

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